Non doveva succedere
Avevo già deciso che non sarebbe successo niente. Poi è rimasta solo una porta chiusa, una distanza troppo…

Non alzò mai la voce. Non ne aveva bisogno. Era il modo in cui aspettava una risposta a farmi capire che ogni parola contava.
Audio in arrivo
Una fantasia di controllo consensuale costruita più sulla voce e sulle regole che sulla forza. La protagonista sceglie di affidarsi a una persona di cui si fida e scopre quanto può essere intensa una dinamica precisa e negoziata.
Questa storia è pensata per essere vissuta in cuffia: prima persona, ritmo intimo e spazio lasciato all’immaginazione. L’audio definitivo verrà aggiunto dopo la registrazione dell’autrice.
Avevo già deciso che non sarebbe successo niente. Poi è rimasta solo una porta chiusa, una distanza troppo…
La parete era sottile. All’inizio cercavo di non ascoltare. Dopo qualche minuto, il problema era esattamente il contrario.
Ci siamo promessi che sarebbe rimasto tra noi. Non avevamo ancora deciso, però, cosa significasse davvero “tra noi”.
Non conoscevo il suo volto. Conoscevo soltanto la voce, e quella notte mi sembrò più che sufficiente.